Diamoci una mano, INSIEME

Diamoci una mano, INSIEME

È in corso a Campello sul Clitunno il progetto della Fondazione Loreti che unisce formazione e solidarietà

COMUNICATO STAMPA

Il progetto “Diamoci una mano”, promosso della Fondazione Giulio Loreti Onlus e in collaborazione con il Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli di Assisi, nasce dalla volontà da loro più volte espressa di rafforzare nella comunità locale una solidarietà e un’eticache vada oltre il semplice “prendersi cura”.

Nata nel 2000 la Fondazione Loreti, in ricordo del dott. Giulio Loreti, si prodiga e offre assistenza medica gratuita a chiunque non sia in grado di sostenere i costi per visite specialistiche o strumentali, progetta e realizza iniziative sociosanitarie, di prevenzione ed educazione alla salute come questa che punta a relazionare due generazioni, spesso non comunicanti tra loro, in cui la solitudine è trasversale.

Il progetto, nato da un’idea del prof. Valerio Di Carlo, Presidente della Fondazione, mira a darne risposta, in una società come la nostra basata sempre più sull’apparenza e sulla prestazione ma che, a maggior ragione, colpisce una categoria fragile come quella delle persone anziane ormai uscite definitivamente dal ciclo produttivo e per questo spesso considerate invisibili. La Fondazione Loreti, conscia del valore insito in ogni persona, ha ulteriormente deciso di investire le proprie risorse nell’iniziativa che vede tra loro coinvolti ragazzi tra i 18 e i 30 anni e anziani autosufficientiin un vero e proprio scambio esperienziale. Un percorso quindi innovativo perché offre soluzioni non di tipo sanitario e assistenziale ma di natura integrativa (da qui il nomeDiamoci una mano).

I volontari sono stati individuati in base a due criteri: sono stati scelti anziani autosufficienti che vivessero situazioni di particolare isolamento o che fossero curiosi di sperimentare nuove relazioni con ragazzi e ragazze, mentre i giovani sono stati reclutati perché disposti ogni settimana ad investire qualche ora del proprio tempo per fargli visita, in cambio della possibilità di frequentare gratuitamente un corso di formazione sulle competenze e sulle abilità relazionali.

Proprio grazie alle sue conoscenze ed esperienze l’anziano,pur se con difficoltà motorie o con lentezza percettiva,può incontrare nel giovane il proprio riscatto; altresì, il giovane volontario che spesso deve ancora scoprire le proprie potenzialità e modulare il proprio carattere può trovare nell’anziano la bussola, il punto di riferimento per ritrovare la strada o per imparare a percorrerla.

Della durata di otto mesi e attualmente in corso nel Comune di Campello sul Clitunno, ha giù prodotto buoni risultati perché consente ai partecipanti di instaurare legami transgenerazionali annullando reciproci (pre)giudizi e/o aspettative deludenti. Lo spirito del progetto di fatto risiede proprio nello scambio: se si accorciano le distanze, nel tempo e nello spazio, anche la diffidenza decade lasciando spazio ai racconti e trasformando la curiosità dei ragazzi in vero interesse verso un mondo che per loro è spesso diventato incomprensibile.

La Fondazione ha affidato il progetto, nella sua stesura, conduzione e tutoraggio – i ragazzi avranno una supervisione volta a favorire continuità tra formazione e verifica delle competenze acquisite – a due professioniste che operano privatamente in ambito locale per la promozione della salute e del benessere dell’individuo, dei gruppi e della comunità attraverso progetti di varia natura. La dott.ssa Cristina Marini, filosofa, Counselor professionista e mediatrice familiare e la dott.ssa Stefania Rosati, psicologa, hanno strutturato un percorso di formazione gratuito di 18 ore per i ragazzi, relativo alle cosiddette soft skills(ascolto, comunicazione efficace, consapevolezza e regolazione emotiva, empatia, etc.) ossia abilità e competenze relazionali che fanno parte della cosiddetta intelligenza emotiva il cui valore è stato teorizzato dallo psicologo Daniel Goleman.

Gli incontri in forma domiciliare favoriscono un ambiente familiare e rassicurante per gli anziani. Finora si sono mostrati entusiasti ad ospitare nelle loro case i ragazzi e a renderli partecipi delle loro storia. Sono previsti anche incontri conviviali di gruppo fra anziani e ragazzi per rafforzare quel legame instaurato tra tutti i partecipanti.

La Fondazione auspica che la creazione di questo momento di crescita e socializzazione venga riconosciuto come un’opportunità di scambio e ricchezza comuneanche nelle prossime edizioni del progetto. Infatti,l’intento è quello di valutare, alla fine del percorso, aspettative, bisogni e obiettivi raggiunti, in modo tale da poterlo replicare ed estenderlo a tutta la regione rispondendo così in modo concreto ad un problema che pesa sul territorio.

RIFERIMENTI:

Fondazione Giulio Loreti Onlus
Campello sul Clitunno
Responsabile Progetti: Raffaella Bartesaghi
Tel. 0743/275827
E-mail. info@fondazionegiulioloreti.it